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 Sabato 10 marzo ore 15.00 Piazza Farnese ROMA

 

 

 



 





ATTENZIONE!!!!
Ho scoperto che qualche, come definirlo, "Buontempone" va in giro a insultare altri Bloggers usando il mio nome e il mio link. Non sono io. Ne ho informato la Redazione.
Mi scuso con i malcapitati, ma vi assicuro che la più offesa e arrabbiata sono io!




www.iostoconleriforme.ilcannocchiale.it





 





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CULTURA
1° maggio
1 maggio 2009
"Il mondo evolve; i diritti del cittadino non bastano più. Bisogna garantire l'esistenza del lavoratore come artefice fondamentale della vita di ogni società civile, di ogni società organizzata.  [...]
Bisogna persuadersi che nelle masse popolari del nostro Paese è penetrata profondamente la coscienza che i diritti esclusivamente politici non bastano più; è penetrata la coscienza della necessità della realizzazione delle riforme sociali di struttura dell'economia, che sono la sola granzia effettiva e positiva del godimento dei buoni dirittiche la Carta Costituzionale riconoscerà ai lavoratori italiani."
 
Giuseppe Di Vittorio all'Assemblea Costituente



W la Festa dei Lavoratori





permalink | inviato da serenacolonna il 1/5/2009 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Otto settembre
8 settembre 2008
La Russa ha detto: "Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia".

Io dico che La Russa fa torto alla nostra intelligenza, non dicendo che avevano una discutibile idea di difesa della patria, coloro che combattevano agli ordini dei comandi militari tedeschi, partecipando a stragi e rappresaglie contro civili, uomini e donne italiani.

Molti dei combattenti di allora erano giovanissimi (repubblichini e partigiani) e se sichiede comprensione per la giovane età o rispetto per la buona fede per i saloini, tanto più bisognerebbe avere rispetto e ammirazione per i partigiani e gli antifascisti che passarono tanta parte della loro giovinezza in carcere. Peccato che neanche una parola su questo venga mai da La Russa o Alemanno.
La Storia che non passa
24 luglio 2008
È stato rintracciato a Langen il boia di Bassano, Karl Franz Tausch,  85 anni.
È l'autore di una delle più orribili stragi naziste: 31 giovani impiccati agli alberi del corso centrale di Bassano del Grappa il 26 settembre 1944.
Lui e gli altri responsabili, tedeschi e italiani che impiccavano altri italiani, non sono mai stati processati
 




permalink | inviato da serenacolonna il 24/7/2008 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Pio La Torre
30 aprile 2008
Ventisei anni fa moriva Pio La Torre, ucciso dalla mafia.
Il suo ricordo, tanto più dopo questa sconfitta, mi pare una delle cose da cui il PD puà ripartire.

Qui un bel servizio di Messinawebtv


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permalink | inviato da serenacolonna il 30/4/2008 alle 22:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
La memoria dietro l'angolo
6 aprile 2008
Domani ricorre l'anniversario delle donne uccise al Ponte di Ferro. 
Un episodio minore nella Roma occupata.
Il 7 aprile 1944 un gruppo di donne e ragazzi cercano di  assaltare i Forni Tesei per avere pane e farina vicino al Ponte dell'Industria. Vengono caricati dai nazisti  e dai fascisti. Dieci donne vengono catturate, addossate alla spalletta del fiume e fucilate.

Con Paolo Masini e Enzo Foschi questa mattina abbiamo voluto ricordarle.




permalink | inviato da serenacolonna il 6/4/2008 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Pasquetta e le Fosse Ardeatine
24 marzo 2008
Oggi è Pasquetta.
Ma è anche l'anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. 335 persone di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali uccise per rappresaglia alle porte di Roma, dopo il legittimo atto di guerra di via Rasella.
Non sarebbe male rivolgere loro un pensiero, anche in questo giorno di festa.

ONU
10 gennaio 2008
La prima Assemblea Generale,dell'Onu, presenti cinquantuno Stati, si tenne 62 anni fa il 10 gennaio 1946 a Londra.
Oggi gli Stati membri sono 192.

" Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi
 - a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità,
 - a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole,
 - a creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altri fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti,
 - a promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà,

e per tali fini

  • a praticare la tolleranza ed a vivere in pace l'uno con l'altro in rapporti di buon vicinato,
  • ad unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale,
  • ad assicurare, mediante l'accettazione di principi e l'istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sarà usata, salvo che nell'interesse comune,
  • ad impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli,

abbiamo risoluto di unire i nostri sforzi per il raggiungimento di tali fini"

(dal preambolo dello Statuto dell'Organizzazione delle Nazioni Unite)

QUANTA  STRADA ANCORA DA FARE!!!




permalink | inviato da serenacolonna il 10/1/2008 alle 17:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
Via Rasella fu atto di guerra: condannato Il Giornale per diffamazione
10 agosto 2007

Il 7 agosto la Cassazione ha dichiarato che l'attentato di via Rasella che provocò la morte di 33 soldati tedeschi delle SS Bozen fu un "legittimo atto di guerra rivolto contro un esercito straniero occupante e diretto a colpire unicamente dei militari [...] dei soggetti, cioè, pienamente atti alle armi, tra i 26 e i 43 anni, dotati di sei bombe e pistole". 
E ancora ha aggiunto che non è vero che dopo l'attentato erano stati affissi manifesti che invitavano gli attentatori a consegnarsi per evitare rappresaglie". Un punto, questo, portato avanti da una certa storiografia revisionista. Per smentire, la Cassazione parte dai fatti. "L'asserzione trova puntuale smentita nel fatto che la rappresaglia delle Fosse Ardeatine era iniziata circa 21 ore dopo l'attentato - dicono i giudici - , e soprattutto nella direttiva del Minculpop la quale disponeva che si tenesse nascosta la notizia di Via Rasella, che venne effettivamente data a rappresaglia già
avvenuta".
E' una verità di fatto a cui la ricerca storica è già pervenuta da tempo: d'altra parte basta vedere i manifestini affissi dal comando tedesco per annunaciare la strage delle Fosse Ardeatine: dice che per ogni tedesco ucciso verranno uccisi 10 italiani e si conclude con la frase "L'ordine è già stato eseguito".
Ora c'è anche una verità giudiziaria che condanna il Giornale di Paolo Berlusconi al risarcimento di 45 mila euro nei confronti dei gappisti e di Rosario Bentivegna, medaglia d'argento al Valor Militare, che li comandava.
Il Giornale diretto da Vittorio Feltri è stato infatti considerato responsabile di averne leso l'onorabilità politica e personale a seguito della campagna di stampa che puntava a scaricare sui partigiani dei Gap la responsabilità dell'eccidio dei 335 italiani alle Fosse Ardeatine.
Bentivegna ha commentato: "E' la quarta sentenza di un'alta corte italiana, militare penale o civile che ci dà ragione con le stesse motivazioni, ma il il mondo è pieno o di imbecilli o di faziosi ancora disposti a sostenere il contrario. C'è poco da fare..".
Speriamo che non abbia ragione.
Anche se, come scrive Sergio Luzzatto nella sua introduzione al libro VIA RASELLA. LA STORIA MISTIFICATA. CARTEGGIO CON BRUNO VESPA di Rosario Bentivegna con cui l'Autore risponde alle mistificazioni e alle bugie del popolare giornalista televisivo: "La regola del gioco è una vittimizzazione generalizzata di chi più drammaticamente fu coinvolto nella nostra guerra civile: degli antifascisti giustiziati alle Fosse Ardeatine come delle SS saltate in aria in via Rasella, dei civili trucidati a Marzabotto come dei gerarchi appesi in piazzale Loreto. Lo scopo del gioco è la banalizzazione retrospettiva dei valori e dei disvalori, dei meriti e delle bassezze, delle ragioni e dei torti".
E conclude Luzzatto: "La durata del gioco resta da determinare: ma finché uomini come Rosario Bentivegna conserveranno la forza per opporvisi, uomini come Bruno Vespa faranno bene a non sentirsi la vittoria in tasca".

CULTURA
VERGOGNA! Alla vigilia dell'anniversario della caduta del Fascismo
24 luglio 2007
Dal sito di Repubblica:
 
Ai vertici dell'Istituto per la storia della Resistenza, l'amministrazione comunale di centrodestra di Verona ha designato il consigliere del Msi-Fiamma Tricolore Andrea Miglioranzi, già condannato per istigazione all'odio razziale, e la collega di Alleanza Nazionale Lucia Cametti.
Quest'ultima, nell'auspicare un radicale revisionismo storico, ha esordito auspicando che il 25 aprile siano commemorati "con pari dignità i combattenti partigiani e i soldati di Salò". Una scelta, a dir poco, sconcertante, non fosse altro per i trascorsi di Miglioranzi: 35 anni, a lungo leader degli skinhead scaligeri, ama esibirsi nel gruppo nazi-rock Gesta Bellica il cui repertorio comprende hit che inneggiano al "coraggio dei gerarchi del Terzo Reich". "In passato, proclamarmi fascista mi è costato il carcere - fa sapere Miglioranzi -, ma ora farò sentire la voce dei vinti, di tutti quelli che dal 1945 a oggi sono stati imbavagliati dai vincitori".

Quando si leggono notizie come questa risulta chiaro che l'Italia non ha ancora fatto fino in fondo i conti con la sua Storia e che la nostra Destra ha ancora una chiara matrice fascista: ce lo vedete Sarkozy a fare lo stesso?




permalink | inviato da serenacolonna il 24/7/2007 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
CULTURA
Succedeva 80 anni fa
18 luglio 2007
Il 14 luglio 1927 la Magistratura del Lavoro - istituita nell’aprile 1926 e riconfermata il 22 aprile 1927, nella Carta del Lavoro come l’unico “organo con cui lo Stato interviene a regolare le controversie del lavoro, sia che vertano sull'osservanza dei patti e delle altre norme esistenti, sia che vertano sulla determinazione di nuove condizioni di lavoro”- emana la sua prima sentenza.
Riguarda una controversia tra la Confederazione dell’agricoltura e i sindacati fascisti in relazione al salario dei lavoratori e delle lavoratrici delle risaie, e si concluse con una sentenza in cui si affermava che i prezzi del riso erano scesi dalle 120 lire dei primi di marzo a quota 90 ai primi di giugno (fenomeno a carattere transitorio per la concorrenza straniera) e che per superare la situazione occorreva migliorare la tecnica di coltivazione, ma ridurre altresì le spese della mano d'opera, quindi si accoglieva la richiesta padronale di riduzione dei salari che furono infatti ridotti di 60 centesimi al giorno (i risicoltori avevano chiesto una riduzione pari a lire 1,50).
I contratti e i salari erano così sottratti alla sfera della autonomia tra le parti per rientrare nelle competenze dello Stato e subordinate quindi alla grandezza della Nazione.
La sentenza fu preceduta da intensi scioperi, come ricorda Girolamo Li Causi, che ebbe una funzione dirigente nella lotta delle mondariso, in particolare nei giorni 28, 29 e 30 giugno: “Il movimento ebbe tale portata che la Magistratura del lavoro, che si occupò della vertenza qualche giorno prima della fine dei lavori di monda, dovette tenerne conto e la riduzione sui salari fu di 0,60 invece che di 1,50 come chiedevano i padroni. Gli arresti e i fermi, nei giorni della lotta più viva, ammontarono a centinaia; gli arresti mantenuti furono sette: deferiti al tribunale ordinario di Novara, furono giudicati per direttissima il 22 luglio: la massima condanna fu di due mesi e ciò significa che i fascisti si preoccuparono di non sottolineare troppo, anche nella vicenda giudiziaria, il moto popolare che si era svolto senza di essi e contro di essi"




permalink | inviato da serenacolonna il 18/7/2007 alle 14:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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